1° ITINERARIO
Crema - Trescore - Cascine Gandini e Capri - Pandino - Palazzo Pignano - Crema

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Qualche notizia in più |
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Durante la visita ai dintorni cremaschi di particolare interesse è stato poter notare la presenza di tipiche cascine della bassa pianura. Un bellesempio si trova nella località "cascine Capri e Gandini", tra Torlino e Pandino. Ledificio si presenta sviluppato soprattutto in lunghezza, fornito di un ampio porticato esposto a sud. La parte alta del porticato è formata da magazzini e da una lunga balconata dove veniva essicato il grano. La parte inferiore, invece, era adibita ad abitazione per i contadini. Nella cascina abitava una vera e propria comunità. La stalla era, perciò, in comune ed era adiacente alla cascina stessa. Tutto era organizzato in funzione di questa vita comunitaria, a turno si cucinava e si curavano i bambini e dinverno si trascorrevano tanquille serate nella stalla, filando e raccontando storie. |
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Sulle origini di Palazzo Pignano si ha unantichissima leggenda che lo colloca al tempo dello sbarco di Enea sulle rive del Tevere dopo lincendio di Troia. I primi popoli che qui abitarono furono i Liguri ai quali seguirono, dopo molti anni, i popoli Umbri e gli Etruschi. Durante lo scavo per la costruzione del canale nella zona di Palazzo Pignano si trovarono numerosi resti di palafitte e utensili in pietra che testimoniano lantica presenza di queste popolazioni. Dopo i Galli, verso la fine del III sec. a.C. arrivarono i Romani che trasformarono Palazzo Pignano in un "fundus" o podere rustico. Il "fundus" era una vasta fattoria con granai e costruzioni rurali destinate allabitazione degli schiavi e dei loro sorveglianti. Quasi sempre era proprietà di una famiglia patrizia della quale portava il nome. "Fundus Pinianus" mostra lappartenenza del fundus a un membro della Gens Pinnia, abitante forse a Roma. Dopo i Romani vi furono i Longobardi che si impadronirono di Palazzo Pignano per limportanza strategica che rappresentava e per la terra fertile. La presenza Longobarda è testimoniata dai reperti trovati, come alcune tombe di guerrieri del tempo. Palazzo Pignano venne distrutto per ben due volte. |
Le origini |
La pieve di S. Martino risale ai primi decenni dellXI secolo. Essa presenta una pianta rettangolare ed è divisa in tre navate absidate, tipico dello stile protoromanico. La facciata è a capanna e il campanile è del XV secolo, mentre la cella campanaria e il coronamento ottogonale risalgono alla fine del XVII secolo. La torre campanaria è protoromanica e se ne vedono le fondamenta scoperte nel 1964 allesterno. Sotto la pieve, nel giugno 1963, sono stati trovati relitti murali che appartengono a una basilica paleocristiana rotonda, attribuiti al V secolo dopo Cristo, e il cui pavimento era coperto di mosaici. |
La
pieve di S. Martino
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Tripartito da 14 colonne, linterno della pieve ha una copertura a capriate e presenta solo labside maggiore, in quanto quelle minori furono distrutte nel XVII sec. per costruire le sacrestie e gli altari barocchi di S. Carlo e della Madonna. La muratura è in pietra arenaria e cotto, disposta a doppio parametro a spina di pesce. Particolarmente pregiate sono le sculture della Pietà, gruppo di otto statue in terracotta raffiguranti il compianto per il Cristo morto, risalente al Rinascimento ed opera di Agostino de Fondulis (1510). Essa fu donata alla chiesa di Palazzo dal conte Vimercati Sanseverino alla fine dell800; il dolore e il dramma sono vissuti interiormente, quindi senza esagerazioni per quanto riguarda le espressioni e con tratti lombardi nei panneggi. Sullarco trionfale e nellabside sono presenti degli affreschi che hanno una forma non molto curata ma diffondono vivacità per i colori usati e la varietà espressiva. Lautore è ignoto ma si pensa che siano della seconda metà del "500". Su qualche pilastro della navata centrale e sul lato sinistro, troviamo dei dipinti commissionati dai fedeli. Questi dipinti dovrebbero risalire alla fine del "400". |
Linterno |
| Dietro la chiesa, negli anni 60, fu scoperta una villa romana molto vasta. Limpianto della villa si presenta con una serie di locali intorno ad un portico ottogonale, selciato con piastrelle di marmo e delimitato da un ampio giardino. Alcune stanze sono pavimentate a mosaico con figure geometriche. | Le ville romane |
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Pandino si trova a 12 Km da Crema. Qui si trova il castello voluto da barnabò visconti e dalla moglie Regina Della Scala. Nacque tra il 1354 e il 1361 come abitazione signorile di campagna per il tempo libero quindi dedicato allo svago, alla letteratura cavalleresca e, soprattutto, alla caccia. Numerose lettere attestano la continua presenza del Signore di Milano, specialmente dautunno, periodo più favorevole allo sport di cui era appassionato. Il castello è un quadrato regolare, in mattoni a vista. Le molte finestre confermano lorigine non militare del castello. Le fronti nord e sud si differenziano per la presenza degli ingressi, non in asse. Lintero edificio è circondato da cornici di mattoni a scaletta. Allinterno del castello si apre unampia e suggestiva corte quadrata, circondata da portici con archi acuti. Nei portici e nelle sale dei due piani si può ammirare una notevole testimonianza dellarte di corte trecentesca: una pittura fatta di vivaci forme geometriche con motivi architettonici e vegetali. Ovunque si possono notare gli stemmi dei Visconti, la vipera azzurra in campo bianco, e dei Della Scala, la scala bianca in campo rosso. |
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