2° ITINERARIO

Crema - Marzale - Castelleone - S. Maria in Bressanoro - Vergonzana - Crema

  • Siamo partiti alle ore 8.30 dall’istituto "Luca Pacioli" ed abbiamo percorso Piazza S. Martino, via XX Settembre, Piazza Duomo, via Mazzini, Piazza Garibaldi, Piazzale delle Rimembranze e via Cadorna.

  • Abbiamo, poi, attraversato il ponte sul fiume Serio. Al primo semaforo dopo il ponte abbiamo girato a destra in via Cremona ed abbiamo seguito questa strada sino alla prima trasversale sulla destra, via Marzale.

  • Successivamente abbiamo attraversato la S.S. Paullese e ci siamo immessi nell’incrocio in direzione Marzale-Ripalta Arpina. Abbiamo seguito questa strada che ci ha condotti prima a Ripalta Vecchia, poi, verso le ore 9.20, al Marzale (Km 6.50). Qui abbiamo sostato per poter visitare la chiesetta ed il parco sottostante.

  • Abbiamo proseguito su questa strada sino a Ripalta Arpina, dove siamo arrivati alle 10 circa. Successivamente abbiamo attraversato il paese percorrendo: via Dante, via Risorgimentale e via S. Francesco d’Assisi.

  • Usciti dal paese abbiamo preso la strada situata all’estremità verso Castelleone.

  • Abbiamo attraversato la Castelleonese per giungere al Santuario della Misericordia, situato lungo la suddetta statale. (Km 11.50, ore 10.15).

  • Dopo aver visitato il Santuario, abbiamo girato a sinistra e al primo incrocio ancora a sinistra.

  • Abbiamo oltrepassato il passaggio a livello ed abbiamo seguito la strada sino alla prima stradina sulla sinistra. L’abbiamo imboccata e seguita fino al sentiero ghiaioso sulla strada che porta alla chiesa di Santa Maria in Bressanoro. (Km 15, ore 10.45)

  • Dopo la visita, uscendo dalla chiesa, abbiamo seguito il sentiero che passa anche sopra un ponticello, situato tra gli alberi, e che costeggia la cascina limitrofa alla chiesa.

  • Questo stretto sentiero conduce allo stradone. Abbiamo quindi proseguito fino alla trattoria "2 Mulini" di Fiesco sulla sinistra. (Km 17.50). Abbiamo poi seguito il viale alberato ed abbiamo svoltato sullo sterrato a destra.

  • Quindi non abbiamo fatto altro che seguire la stradina sterrata principale che ci ha condotto a Izano. (Km 22, ore 12.40)

  • Abbiamo attraversato il paese sino alla strada che lo costeggia e che conduce a Crema.

  • Sulla suddetta strada, la prima stradetta sulla sinistra è quella che immette in Vergonzana.

Qualche notizia in più

CANALE VACCHELLI

Il canale Vacchelli, costruito su iniziativa di Pietro Vacchelli nel 1887-1893 per l’irrigazione delle campagne cremonesi, si estende per 34 Km. da Marzano a Genivolta. Oggi il Canale Vacchelli prende acqua dall’Adda e la scarica direttamente nell’Oglio, dopo averla abbondantemente ceduta a rogge e navigli.

IL SANTUARIO DEL MARZALE

La leggenda dice che, in quel luogo, sorgesse un antico tempio dedicato ad una dea del fiume.

In realtà la chiesetta del Marzale, nei secoli XI e XII, doveva consistere in una cappelletta in muratura e in una tettoia sostenuta da pilastri, richiusa all’interno con dei rustici assiti. L’oratorio si componeva per la maggior parte di tavole, meno la bassa cappella dell’altare, e il tutto veniva chiuso da una cancellata in legname.

La configurazione della chiesa comincia a prendere un aspetto documentabile nel secolo XIII. Forma a capanna, copertura interna a travi scoperte e pareti che man mano si ricoprono di affreschi votivi.

La grossa torre non trova spiegazioni con l’umiltà della chiesa. Si ritiene che sia stata costruita agli inizi del secolo XVI per la difesa del territorio. Il rustico portico fu aggiunto nel secolo XVII.

Gli antichi affreschi del Marzale costituiscono un’altra delle note importanti di questo umile monumento. Sull’altare troviamo un’immagine della Madonna con Bambino, che risalirebbe ai primi anni del 1300 o alla fine del 1200. Degni di nota sono altri affreschi, come sette raffigurazioni del secolo XIV e XV disposte in modo che la più antica sia vicino alla cappella di sinistra mentre la più recente è quella presso il muro di facciata. Sono opera di artigiani madonnari abituato a ripetere sempre gli stessi schemi con gli stessi colori.

L’affresco trecentesco più importante è quello che rappresenta lo sposalizio mistico di S. Caterina. Nella sacrestia e nella casa del custode vi sono alcuni piccoli affreschi del 1500.

S.MARIA IN BRESSANORO

La chiesa di S. Maria in Bressanoro sorge in una zona già importante in epoca preromana e romana, come attestano numerosi reperti archeologici rinvenuti nella zona. Sempre grazie a questi si può affermare che l’area circostante, ora dedicata alla Vergine, era consacrata a divinità pagane. Con il contributo della duchessa di Milano, Bianca Maria dei Visconti Sforza, i francescani eressero un ampio complesso monastico che li ospitò. Nel 1810 venne chiuso in seguito a disposizioni Napoleoniche. Nel 1811 il convento venne distrutto e ora ne rimane una piccola parte.

L’impianto della chiesa, costruita intorno al 1465, ha una simmetria centrale e una concezione spaziale centralizzata che si rapporta al concetto di circolarità dell’Universo diffuso in quel periodo, concetto connesso con la glorificazione della Vergine come la regina del cielo.

S. Maria in Bressanoro ha una pianta a croce. Al quadrato centrale si aggiungono quattro bracci minori pure quadrati, formando una croce greca libera. Il portichetto e il coro sono del primo 500 come pure il campanile a canna quadra nello stile delle torri padane. I muri sono pesanti (stile romantico) e esternamente non si percepisce la concezione spaziale interna: qui si trova infatti un vasto e luminoso vano centrale comunicante con gli altri vani per mezzo di archi circolari. La decorazione in terracotta è abbondante ma sobriamente distribuita. Nell’interno prevale la decorazione affrescata. Nel grande ciclo di affreschi sono rappresentati episodi della vita di Cristo. Il disegno illustrativo è molto particolareggiato, la prospettiva non è mai rigorosa e scientifica, l’abbigliamento ispirato alla moda contemporanea, i paesaggi sono semplici ed elementari le architetture. Gli affreschi delle altre cappelle sono di un’epoca più tarda (fine 500) e riguardano episodi della vita di Maria e episodi della vita degli Apostoli.

LA CHIESA DI VERGONZANA

Nel 1514 il condottiero Prospero Colonna si accampò nella campagna di Vergonzana e di S. Bernardino, assediando Crema. Oltre alla guerra in quegli anni scoppiò anche una terribile pestilenza e quelle popolazioni non avevano altro aiuto che la protezione dei Santi. Riportata la vittoria e cessata la peste, la gente di Vergonzana iniziò a ricostruire le case e provvedette anche alla costruzione di una nuova chiesetta o Oratorio pubblico. Non si sa precisamente quanto tempo impiegarono a ricostruirlo, ma si sa che nel 1579 l’Oratorio era già in funzione da tempo. In memoria della peste, dalla quale il popolo di Vergonzana si diceva liberato quasi per miracolo, l’Oratorio nuovo di Vergonzana venne dedicato a S. Rocco.

Interventi di radicale modifica vennero effettuati all’inizio del 1700. I lavori terminarono nel 1750.

La proporzione delle masse è ingentilita da lesine e da un cornicione che gira su tutte le pareti: gli archi delle cappelle e le incorniciature delle finestre ricevono grazia ed eleganza da leggeri fregi in stucco. La facciata: due robusti pilastri rinserrano la parete in cui si apre il portale sormontato dal finestrone. A fianco della Chiesa c’è il campanile. La sua originalità sta nel fatto che la sua cella campanaria è sormontata da un dado ottogonale e da una cupoletta. I quadri che arricchiscono la Chiesa sono stati sottoposti a restauro e oggi possono essere apprezzati come delle vere e proprie opere d’arte.

Sul fondo absidale c’è la grande CROCEFISSIONE, che è stata attribuita a Carlo Urbino.

Barbelli è presente nella Chiesa di Vergonzana con una doppia opera: doppia in quanto si tratta di uno stendardo processionale dipinto su due facciate.


IloveCrema | Indice | Prima | Dopo | Parole