Negli ultimi decenni il notevole incremento dello sviluppo industriale, commerciale ed agricolo, ed in generale di tutte le attività umane, ha portato come conseguenza anche un incremento dell’inquinamento delle aree interessate a tale sviluppo. Per inquinamento s’intende una modifica, per azione di sostanze tossiche, degli ambienti dove l’uomo opera e dove seguono il loro ciclo vitale piante ed animali. In particolare le modifiche della composizione dell’aria , dell’acqua e del suolo, che gli esseri viventi utilizzano per molti processi vitali (per es. respirazione o alimentazione), possono determinare alterazioni dell’equilibrio vitale esistente in ogni ecosistema tra specie vegetali ed animali (compreso l’uomo) e cambiamenti climatici a volte così rilevanti da costituire un serio pericolo per la sopravvivenza dell’intero pianeta. La sola possibilità di evitare o ridurre l’inquinamento è di incidere sui processi di utilizzo e trasformazione dell’energia attraverso fonti o meccanismi di risparmio energetico, come ad esempio le energie rinnovabili e la riduzione o il riciclaggio dei rifiuti.

 

 INQUINAMENTO DELL'ACQUA

 L'acqua è un bene indispensabile per la vita dell'uomo.Sembra però che l'uomo l'abbia dimenticato,infatti l'acqua non è più pura e limpida come tanti anni fa.Le acque dei fiumi, dei laghi, dei mari, degli oceani sono inquinate dagli scarichi industriali, dai liquami urbani, dal pulviscolo tossico e dagli acidi sospesi nell'aria e portati giù dalle piogge.

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INQUINAMENTO ATMOSFERICO

 L'aria è il miscuglio di gas che circonda la Terra e forma l'atmosfera, Attualmente essa è formata da: 78% d'azoto, 20,9% d'ossigeno, 1% d'anidride carbonica e quantità minime d'altri gas, più una quantità variabile di vapore acqueo. L'atmosfera ha le molte funzioni, tra cui quella di fornire ossigeno agli animali, anidride carbonica alle piante (per la fotosintesi clorofilliana), ma, soprattutto e, permette alla Terra di trattenere parte del calore solare. Infine ci protegge dalle radiazioni ultraviolette del Sole, che altrimenti sarebbero mortali. La composizione dell'aria è rimasta immutata per milioni di anni, ma con lo sviluppo industriale e l'urbanizzazione è cominciato il suo progressivo inquinamento. I combustibili fossili (carbone, petrolio, metano), che noi usiamo normalmente per far funzionare le industrie, gli impianti di riscaldamento e gli autoveicoli. I problemi ambientali legati all'inquinamento dell'aria sono tanti; tra i più gravi ci sono: il degrado delle città, le piogge acide, l'effetto serra e i buchi nell'ozono.

 La produzione, il trasporto, l'utilizzo e l'immissione nell'ambiente di diversi composti chimici di sintesi rappresentano una minaccia per la salute umana e ambientale. Le industrie chimiche continuano a produrre e rilasciare ogni anno migliaia di composti, sulla cui tossicità e reale impatto sanitario e ambientale mancano adeguate informazioni scientifiche: solo il 2% dei circa 100.000 composti chimici sintetici immessi in commercio sono caratterizzati per le loro tossicità.

Tra gli inquinanti industriali, diverse agenzie internazionali hanno individuato nei composti organici tossici e persistenti (POP) quelli per i quali sono necessario avviare un processo d’eliminazione e, fra questi, è stata redatta una lista di 12 sostanze prioritarie fra cui spicca pesticidi, diossine e PCB.

La campagna Inquinamento di Greenpeace si propone di eliminare progressivamente la produzione, l'utilizzo e lo smaltimento di composti chimici pericolosi, con particolare riferimento ai POP. Ci opponiamo, inoltre, all'esportazione di tecnologie "inquinanti" verso i paesi in via di sviluppo, meno preparati alla gestione di tali tecnologie e quindi maggiormente esposti a rischi d’incidenti industriali. Le attività dell'associazione, grazie anche al lavoro dei nostri volontari, hanno contribuito a sensibilizzare la pubblica opinione sul pericolo dell'inquinamento industriale, incoraggiando al contempo l'uso di tecnologie e prodotti "puliti".

 In quest'ultimi anni gli scienziati hanno purtroppo scoperto che lo strato più esterno dell'atmosfera, formato da un gas che si chiama ozono, in alcuni punti è venuto a mancare. Si sono cioè formati dei buchi. Questo fa si che le radiazioni solari e cosmiche possano giungere fino a noi con grave danno per la nostra salute. Alcune leggi recenti cercano di proibire l'emissione dei gas pericolosi che disciolgono l'ozono. Per proteggerci dall'azione pericolosa dei raggi solari, è bene non esporsi al sole nelle ore più calde e prendere il sole per tempi brevi.

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INQUINAMENTO DEL SUOLO

L’inquinamento del suolo è un fenomeno meno conosciuto, meno evidente ed anche meno studiato rispetto all’inquinamento delle acque e dell’aria.

Principali effetti dell’inquinamento del suolo:

  1. Contaminazione globale: dovuta all’immissione nel suolo di sostanze tossiche e persistenti, che possono entrare nelle catene alimentari e dare origine a fenomeni di bioaccumulo.
  2. Trasferimento dell’inquinamento dovuto a sostanze tossiche dal suolo alle falde acquifere, con evidenti rischi per la salute umana.
  3. Alterazione dell’ecosistema suolo: sono fondamentalmente di tre tipi:

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 IL DECLINO DELLE FORESTE

Il declino delle foreste è stato a lungo attribuito a fattori naturali ed umani talvolta combinati. A partire dagli anni settanta si sono andati evidenziando per effetto dell'inquinamento atmosferico, soprattutto nei paesi dell'Europa centrale e scandinave e nelle regioni degli Stati Uniti, i sintomi di ciò che è stato chiamato il nuovo declino delle foreste.

 

INQUINAMENTO LUMINOSO

Quando l'uomo immette luce di notte nell'ambiente esterno, al di fuori degli spazi che è necessario illuminare, e altera così la quantità naturale di luce presente, produce una forma di inquinamento chiamata inquinamento luminoso.

L'inquinamento luminoso non crea disturbo solo agli animali e alle piante ma è un problema anche per l'uomo. Infatti la luce dispersa verso l'alto illumina le particelle in sospensione nell'atmosfera e le stesse molecole che la compongono: si crea così uno sfondo luminoso che nasconde la luce degli astri. Questo potrebbe sembrare un problema solo per gli astronomi e gli astrofili, che non riescono più a sfruttare la piena potenza dei loro sofisticati e costosi strumenti. Invece è un problema per tutti perché a poco a poco ci priva della possibilità di vedere il cielo stellato, che non è solo un bellissimo panorama da proteggere, ma anche un mezzo per avvicinarci alla natura, alla scienza ed alla cultura.

Per limitare in modo efficace l'inquinamento luminoso occorre minimizzare tutta quella parte di esso che è evitabile in quanto non assolutamente necessaria per produrre l'illuminazione richiesta.

1) Limitare i livelli di luminanza delle superfici illuminate a quanto effettivamente necessario. Ciò significa non applicare livelli di luminanza superiori ai valori minimi previsti dalle norme di sicurezza.

2) Prevedere la possibilità di una diminuzione dei livelli di luminanza in quegli orari in cui le caratteristiche di uso della superficie lo consentano. I livelli di illuminazione necessari per la sicurezza o per il buon uso di un certo tipo di area dipendono infatti dalle caratteristiche di uso della superficie.

3) Minimizzare la dispersione diretta di luce da parte degli apparecchi di illuminazione al di fuori delle aree da illuminare. Questo è già concretamente realizzabile attraverso un'attenta progettazione e un'attenta scelta degli apparecchi di illuminazione basata sulle loro prestazioni.

 

INQUINAMENTO  ACUSTICO

L’inquinamento acustico può essere provocato dagli aerei che sfrecciano nel cielo, le sirene delle ambulanze, i clacson e i martelli pneumatici, lo scoppio dei petardi, il passaggio di motociclette, treni, metropolitane, mezzi pesanti e auto in velocità.

La sensibilità ai rumori varia da persona a persona, ma esiste una soglia di tolleranza valida per tutti oltre la quale si possono originare danni psicofisici. La soglia di rischio è stata individuata intorno agli 80 decibel, ma l'Oms raccomanda di stare al di sotto dei 65 di giorno e dei 55 di notte (in Italia l'inquinamento acustico medio si attesta sui 70 decibel di giorno e 65 di notte): già a 90 si avverte fastidio e a 120 compare dolore, capogiro, nausea e sordità temporanea.

Un rumore molto elevato oltre i 120 decibel può provocare traumi irreversibili per l'orecchio. Inoltre le conseguenze dannose dei rumori si sommano nel tempo: un suono continuo potrebbe essere dannoso già a partire dagli 80 decibel. L'esposizione al rumore può avere anche effetti extrauditivi che vanno ad interessare tutto il corpo, come l'aumento della pressione arteriosa, della frequenza cardiaca, dell'ansia, dell'insonnia e dell'irritabilità.

 

In Italia la tutela dall’esposizione acustica è stata  attuata mediante la promulgazione di alcune leggi:

o        L. 26.10.95 n. 447  (“Legge quadro sull’inquinamento acustico”)

o        D.P.C.M. 1.3.91   (fissa i limiti massimi di emissioni sonore negli ambienti abitativi e nell’ambiente esterno)