INQUINAMENTO DELL'ARIA

Si può definire l’inquinamento atmosferico come la presenza nell'atmosfera di sostanze che causano un effetto misurabile sull’essere umano, sugli animali, sulla vegetazione o sui diversi materiali.

DUE TIPI DI INQUINANTI

Gli inquinanti sono solitamente distinti in due gruppi principali: quelli di origine antropica, cioè prodotti dall’uomo, e quelli naturali.

I contaminanti atmosferici, possono anche essere classificati in primari vale a dire liberati nell'ambiente come tali e secondari che si formano successivamente in atmosfera attraverso reazioni chimico-fisiche.

L’inquinamento causato da queste sostanze negli ambienti aperti è definito esterno (o outdoor), mentre l’inquinamento nei luoghi confinati, come gli edifici, è indicato come inquinamento interno o indoor. La qualità dell’aria negli ambienti confinati viene infatti spesso indicata come Indoor Air Qualità.

 

L’EFFETTO SERRA

L’effetto serra è un fenomeno senza il quale la vita come la conosciamo adesso non sarebbe possibile. Questo processo consiste in un riscaldamento del pianeta per effetto dell’azione dei cosiddetti gas serra, composti presenti nell’aria a concentrazioni relativamente basse (anidride carbonica, vapor acqueo, metano, ecc.). I gas serra permettono alle radiazioni solari di passare attraverso l’atmosfera mentre ostacolano il passaggio verso lo spazio di parte delle radiazioni infrarosse provenienti dalla superficie della Terra e dalla bassa atmosfera (il calore riemesso); in pratica si comportano come i vetri di una serra e favoriscono la regolazione ed il mantenimento della temperatura terrestre ai valori odierni.

Questo processo è sempre avvenuto naturalmente e fa sì che la temperatura della terra sia circa 33°C più calda di quanto lo sarebbe senza la presenza di questi gas.

Ora, in ogni modo, si ritiene che il clima della Terra sia destinato a cambiare perché le attività umane stanno alterando la composizione chimica dell’atmosfera. Le enormi emissioni di gas serra prodotte dall’uomo stanno causando un aumento della temperatura terrestre determinando, di conseguenza, dei profondi mutamenti a carico del clima sia a livello planetario che locale. Prima della Rivoluzione Industriale, l’uomo rilasciava ben pochi gas in atmosfera, ma ora la crescita della popolazione, l’utilizzo dei combustibili fossili e la deforestazione contribuiscono non poco al cambiamento nella composizione atmosferica.
 

Il Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (Intergovernmental Panel on Climate Change, IPCC) ritiene che la temperatura media del pianeta sia aumentata di circa 0,6°C dal 1861. Inoltre, sulla base delle tendenze attuali di emissione dei gas serra, vi è la stima di un ulteriore aumento della temperatura terrestre tra 1,4 e 5,8°C nel periodo fra il 1990 e il 2100. Il conseguente cambiamento climatico comporterà delle implicazioni molto significative a carico della salute dell’uomo e dell’integrità dell’ambiente. Il clima infatti influenza fortemente l’agricoltura, la disponibilità delle acque, la biodiversità, la richiesta dell’energia (ad esempio per il riscaldamento o il raffreddamento) e la stessa economia.

Il progresso che si farà nella riduzione delle emissioni dei gas serra nell’immediato futuro determinerà il livello di riscaldamento globale a cui dovranno andare incontro le generazioni che verranno. L’approccio dovrà essere necessariamente coordinato, infatti i progressi fatti con la riduzione delle emissioni in un determinato settore possono essere facilmente compromessi dall’aumento delle emissioni in un altro. In ogni caso le azioni intraprese finora a livello internazionale e locale non sono confortanti e la situazione continua a peggiorare.

 

IL BUCO DELL’OZONO

La stratosfera terrestre contiene una concentrazione relativamente alta d’ozono, un gas costituito da tre atomi d’ossigeno (O3) e che rappresenta un vero e proprio schermo nei confronti delle pericolose radiazioni ultraviolette (raggi UV) provenienti dal sole. Ogni anno, durante la primavera dell’emisfero australe, la concentrazione dell’ozono stratosferico nell’area situata in prossimità del Polo Sud diminuisce a causa di variazioni naturali. Purtroppo, a causa degli inquinanti rilasciati in atmosfera, sin dalla metà degli anni settanta questa periodica diminuzione è diventata sempre più grande, tanto da indurre a parlare del fenomeno come del "buco dell’ozono". Recentemente si è comunque individuato un assottigliamento della fascia di ozono anche in una piccola zona al polo Nord, sopra il Mare Artico, fatto che potrebbe preludere alla formazione di un altro buco dalla parte opposta.

Rappresentazione a tre dimensioni del buco dell'ozono; è stata realizzata sulla base dei dati di concentrazione dell'ozono stratosferico dal Goddard Space Flight Center della NASA. In primo piano in penombra è visibile il Sud America.

In effetti il fenomeno non rappresenta nient’altro che l’aspetto più evidente della generale e graduale diminuzione dell’ozono nella stratosfera. Il problema è estremamente importante in quanto una riduzione dell’effetto schermante dell’ozono comporta un conseguente aumento dei raggi UV che giungono sulla superficie della Terra. Nell’uomo l’eccessiva esposizione a questi raggi è correlata ad un aumento del rischio di cancro della pelle, generato a seguito delle mutazioni indotte nel DNA delle cellule epiteliali. I raggi ultravioletti possono causare inoltre un’inibizione parziale della fotosintesi delle piante, causandone un rallentamento della crescita e, nel caso si tratti di piante coltivate, una diminuzione dei raccolti. I raggi UV possono anche diminuire l’attività fotosintetica del fitoplancton che si trova alla base della catena alimentare marina, causando di conseguenza uno scompenso notevole a carico degli ecosistemi oceanici.

 

L'INQUINAMENTO DELL'ARIA CHE RESPIRIAMO

Vari inquinanti atmosferici quali: ossidi di zolfo, ossidi di azoto, idrocarburi policiclici aromatici, ozono, aldeidi, svolgono una azione irritante sulle mucose, in particolare su quelle delle vie aeree.

Tale azione, ripetuta nel tempo, può indurre una riduzione della funzionalità respiratoria e dei meccanismi di difesa polmonari.

Ne consegue un prolungamento del tempo di contatto di agenti infettivi, tossici e cancerogeni e dei relativi effetti dannosi.

Potrebbero così essere spiegati i dati derivanti da studi epidemiologici, sempre più numerosi e significativi, che hanno messo in relazione l'inquinamento atmosferico con malattie dell'apparato respiratorio e cardiovascolare, con la mortalità generale, con quella per tumore e, in particolare, per tumore polmonare.Le particelle inquinanti di maggiori dimensioni sono inglobate nel muco delle vie respiratorie ed espulse con la tosse.

Se si considera la quantità d’aria che viene quotidianamente inspirata da un individuo, ci si può meglio rendere conto della sua importanza ai fini della salute e dei rischi collegati alla respirazione d’aria inquinata.

Le sostanze inquinanti che, in forma gassosa o di particelle di piccolissime dimensioni (dell'ordine di millesimi di millimetro), riescono a raggiungere gli alveoli polmonari stimolano reazioni di difesa dell'organismo che, se ripetute nel tempo, vengono sopraffatte dagli inquinanti i quali non trovano più ostacoli per alterare le funzioni respiratorie dei polmoni.

Gli inquinanti gassosi che giungono a livello polmonare vengono assorbiti dalla superficie alveolare ed entrano nella circolazione sanguigna da cui raggiungono i diversi organi e apparati.

 

GLI EFFETTI SULLA SALUTE DELL'INQUINAMENTO ATMOSFERICO.

Le conseguenze sfavorevoli dell'inquinamento atmosferico erano già risultate evidenti dopo alcuni episodi verificatisi nella prima metà di questo secolo.

In particolare va ricordato il gravissimo inquinamento di Londra (1952) a seguito del quale si registrò un numero elevatissimo di decessi (oltre 4.000) e oltre 2.000 ricoveri ospedalieri per malattie dell'apparato cardiorespiratorio.

Oggi le concentrazioni urbane degli inquinanti atmosferici responsabili di quegli episodi (polveri e ossidi di zolfo) sono più basse ma non tali da non essere fonte di preoccupazione per la salute della popolazione.

 A ciò va aggiunta la constatazione della continua immissione nell'ambiente di nuovi prodotti di sintesi, a tossicità elevata o poco nota, quali i costituenti dei nuovi combustibili. I danni alla salute derivanti dall'inquinamento atmosferico dipendono, oltre che dall'azione dei singoli inquinanti:

  • dall’interazione dei diversi inquinanti tra loro;

  • dalle condizioni atmosferiche;

  • dalle condizioni respiratorie;

  • dalla dose inalata.

  • Dall'inverno all'estate, ormai in ogni stagione l'aria in città è inquinata: gas di scarico delle auto (monossido di carbonio, biossido di azoto, piombo, benzene (sostanza cancerogena), polveri di lattice che derivano dal deterioramento dei copertoni delle auto sull'asfalto), oltre agli inquinanti prodotti dagli insediamenti industriali e, in inverno, anche l'inquinamento prodotto dai sistemi di riscaldamento. In estate, nonostante non sia presente l'inquinamento dovuto al riscaldamento, il calore contribuisce alla formazione dell'ozono (una forma di ossigeno irritante per le vie respiratorie).

    I bambini sono i più vulnerabili, perché le mucose delle loro vie respiratorie sono più delicate, inoltre i bambini respirano con una frequenza maggiore degli adulti, introducendo una maggiore quantità d’aria; si aggiunga che il sistema immunitario, nei più piccoli, è ancora immaturo, perciò non è in grado di difendersi efficacemente dagli agenti inquinanti.

     

    ALTRE CONSEGUENZE DELL’INQUINAMENTO ATMOSFERICO

    La continua espansione degli insediamenti urbani ed industriali comporta una crescente richiesta di fonti energetiche. L'impiego di combustibili fossili e naturali riversa nell'ambiente notevoli quantità di sostanze gassose sotto forma di prodotti di combustione (ossidi di zolfo e di azoto, anidride carbonica), con conseguenze dannose per tutta la biosfera (deposizione acida e piogge acide).

    Effetti dannosi provocati all'ambiente:

    COME PROTEGGERSI DALL'INQUINAMENTO ATMOSFERICO

    Sono CATEGORIE A RISCHIO, cioè soggetti per i quali è più alto il rischio di danno alla salute:

    • · BAMBINI

    • · ANZIANI

    • · CARDIOPATICI

    • · QUANTI SOFFRONO DI DISTURBI RESPIRATORI

    Va comunque ricordato che non solo le categorie a rischio, ma TUTTA LA POPOLAZIONE è esposta agli effetti sfavorevoli dell'inquinamento atmosferico che è comunque un fattore di riduzione del benessere dell'uomo.

    Alcuni suggerimenti:

    IN CITTA’

    Il problema dell'inquinamento deve e può essere solamente affrontato, mediante politiche dei trasporti, finalizzate non tanto a contenerne gli effetti, quanto più a prevenire il problema, per esempio investendo sui trasporti pubblici in modo da rendere agevole lo spostamento in città verso i luoghi di lavoro. E questo richiederebbe una nostra partecipazione attiva: la disponibilità a limitare gli spostamenti con l'auto privata, modificando anche un po' il nostro stile di vita.

    Ridurre il più possibile le uscite nei giorni e nelle ore di maggior traffico;

    · Scegliere percorsi a minore intensità di traffico motorizzato, in qualunque modo ci si muova;

    · Scegliere percorsi nei parchi e nei giardini, se ci si muove a piedi o in bicicletta;

    · Evitare attività sportive (tipo jogging) in zone con intenso traffico motorizzato;

    · Evitare di portare i bambini più piccoli, particolarmente a piedi o con il passeggino, nelle strade a maggior intensità di traffico motorizzato e nei portici che le fiancheggiano;

    · Spegnere il motore e chiudere i finestrini in caso d’ingorgo o blocco della circolazione stradale; in tali occasioni gli abitacoli delle auto sono dei veri e propri concentrati di gas di scarico.

    Per limitare i danni da SMOG FOTOCHIMICO (ozono) nei giorni e nelle ore di massimo soleggiamento nei mesi estivi è consigliabile:

    · Evitare di svolgere attività fisica intensa;

    Evitare le uscite nelle ore critiche (h 12- 17) per i soggetti a rischio.

    A TAVOLA

    A CASA


    Va inoltre ricordato che I RISCHI DA INQUINAMENTO ATMOSFERICO AUMENTANO A SEGUITO Dl
     ESPOSIZIONE AI PRODOTTI DELLA COMBUSTIONE quando si tengono i fuochi di cucina accesi a lungo.  Occorre, pertanto, assicurare un’adeguata ventilazione degli ambienti in cui si cucina.

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