CULTURA & ARTE
| La grande stele di pietra raffigurante un sovrano affiancato da un' iscrizione che ne celebra le azioni, è un classico esempio di arte Maya. L'arte di questo popolo era intrisa di religione e di propaganda politica ed era tesa a rappresentare i concetti cosmologici che facevano da contesto al potere del sovrano. Gli architetti Maya costruivano imponenti edifici che simboleggiavano i principali elementi del cosmo; gli scultori realizzavano stele, altari e bassorilievi sui quali compaiono spesso anche iscrizioni glifiche; i pittori li conosciamo soprattutto per le ceramiche dipinte su cui abbondano scene relative alla vita dei sovrani, principali committenti delle opere d'arte assieme ai membri dell'alta nobiltà. Ai nobili erano anche destinati i gioielli di pietra semipreziosi (la giada in particolare), conchiglie e osso. Gli artisti erano spesso appartenenti alla nobiltà e la loro attività era ritenuta collegata alle forze sacre della creazione: per questo erano personaggi tenuti in grande considerazione e, dato il contenuto delle loro opere, dovevano essere profondi conoscitori della cosmologia, della religione e del calendario. I pittori erano nello stesso tempo anche scrittori. | ![]() |
LA SCIENZA
Gli astronomi Maya calcolavano con precisione il movimento di alcuni astri e la ricorrenza delle eclissi. Il loro calendario era composto da diversi cicli cronologici connessi tra loro. I principali erano quello solare di 365 giorni (360 giorni + 5 giorni "addormentati") e quello divinatorio di 260 giorni. Questi due cicli si combinavano in un unico ciclo di 52 anni, il secolo Maya, che si compiva quando le date iniziali di due calendari tornavano a cadere lo stesso giorno. Un ulteriore sistema di computo era il cosiddetto "Conto Lungo" che calcolava il tempo trascorso a partire da una data iniziale corrispondente al nostro 13 agosto 3114 a.C. L'elaborazione di questi calendari fu possibile grazie allo sviluppo del calcolo matematico. I Maya inventarono appunto la numerazione posizionale, che portò alla creazione di un segno per la posizione vuota; ossia lo zero che venne rappresentato da una conchiglia già prima che entrasse in uso in Europa.