Luca Giordano
(Napoli 1632-1705)
Figlio di un modesto pittore di origine pugliese, studiò a Napoli con J. Ribera, che stava allora risolvendo il suo naturalismo di impronta caravaggesca in un più moderno pittoricismo di stampa barocca. Dopo la morte del maestro si recò a Roma, attirato dalle opere di Pietro da Cartona, nel cui ambiente apprese i primi rudimenti della pittura decorativa. Durante il soggiorno romano fu attento anche allarte di Raffaello, di Michelangelo e dei Carracci, che copiò e imitò con sorprendente capacità di assimilazione dei linguaggi pittorici altrui a con una velocità che gli valse il soprannome di Luca Fapresto. Lavorò ancora a Napoli e poi a Montecassino, dove laciò numerosi affreschi. Nel 1667 a Venezia (tele con Storie della Vergine in S.Maria della Salute), rimase fortemente suggestionato dalla pittura di Tiziano e, soprattutto, dal colorismo del Veronese che rese più ricca e luminosa la sua gamma cromatica. Dopo un soggiorno fiorentino tra il 1682 e il 1686 (affreschi in palazzo Medici-Riccardi), nel 1692 si apri per il pittore uno dei periodi più felici; invitato da Carlo II in Spagna, vi rimase per un decennio, realizzandi cicli di affreschi allEscorial, a Buen Retiro e nella sacrestia della cattedrale di Toledo, con uno stile legato all esperienza diretta della pittura di Velàsquez. Tornato a Napoli, nel 1704 eseguì con grande felicità creativa gli affreschi della cappella del Tesoro nella certosa di S. Martino, in cui la fastosità compositiva barocca cede ormai il passo a una grazia tutta settecentesca.