(Cremona, 1863-1909).
Vincenzo Guindani compì studi irregolari, ma partecipò a un breve corso serale di modellazione e di disegno annesso alla scuola darte e mestieri "Ala Ponzone", sotto la guida del prof. Michieli e del prof. M. Crippa. Abbandonati gli studi perché "insofferente" di ogni disciplina, aprì dopo qualche anno, in società con il marmista Rizzi, uno studio di scultore. Ben presto, nonostante la concorrenza di altri artisti affermati, riuscì a farsi apprezzare soprattutto per loriginalità delle sue creazioni. Fece parecchi monumenti per il cimitero di Cremona e per il Monumentale di Milano. Spirito irrequieto, sempre alla ricerca di novità, aderì alla Scapigliatura milanese e, negli ultimi anni della sua attività, allo stile floreale che anche a Cremona investì la scultura cimiteriale. Nel cimitero, precisamente nel vialetto degli artisti, cè un suo autoritratto in bronzo, e al Museo civico cè un bozzetto del monumento a Felice Cavallotti. Minato da una grave forma di malattia nervosa, dal 1902 alla morte, trascorse lunghi periodi in ospedali psichiatrici. La malattia si aggravò nel 1904, in seguito alla morte dellunica figlia, e pochi anni dopo si tolse la vita.