Mauro Picenardi
(Crema 1735 - Bergamo 1809)
Fu avviato allarte dal padre Tommaso, pittore di moduli tradizionali, venuto a contatto con la produzione del veronese Gianbettino Cignaroli ne divenne allievo alla Accademia di Pittura di Verona che lo acclamò, nel 1769, accademico d onore. Alla base dell ispirazione di Picenardi, stanno le esperienze di Antonio Balestra, con le sue forme arcaiche e classicheggianti, di Andrea Celesti, con il gusto della pennellata fluida e veloce, di Gian Antonio Pellegrini, con il cromatismo chiaro e luminoso: esperienze tutte vissute in chiave rococò, gusto al quale lo artista rimarrà fedele fin dentro l età neoclassica. Documentato a Crema dal 1771 al 1782 accrebbe notevolmente la sua notorietà fino ad ottenere alcuni importanti incarichi legati al completamento dell interno del Duomo (1776 - 1780); in questa occasione Picenardi eseguì, tra l altro, tre grandi pale d altare di S. Pantaleone, S. Lucia e della Visitazione. Alla vasta produzione religiosa va sommata la sua non meno numerosa, ma poco conosciuta, produzione profana, spesso di difficile reperibilità, recentemente arricchitasi di inediti di alta qualità. Morì a Bergamo, nella parrocchia di S. Andrea, il 30 maggio 1809.