La visitazione

Il dipinto (olio su tela, cm. 305X182, XVIII secolo), opera di Mauro Picenardi, raffigura la Visitazione. La scena si imposta su un’inquadratura architettonica costituita dallo scorcio di un arco dalle linee semplicissime che si apre nella zona sinistra dello sfondo e che permette la visione di un ampio squarcio di cielo azzurro, interrotto da una lieve fascia di nubi. La bianca superficie dell’arco e l’azzurra atmosfera rappresentano i temi romantici fondamentali del dipinto, in cui ogni elemento si contrappone a questi per la penombra in cui è immerso e si esalta per un’analoga luminosità, che ha il suo perno nel bagliore che si insinua fra la figura della Vergine e quella di S.Giuseppe. Vengono isolati in primo piano i personaggi principali, Maria ed Elisabetta, accompagnate, ai lati, da Giuseppe e Zaccaria. Questi sono posti in secondo piano, Zaccaria è nascosto nell’ombra che avvolge tutta la zona destra del dipinto, da cui emerge con il balenare di brevi tratti di luce sul volto e sulle mani. La collocazione cronologica del dipinto è agevolata dalla testimonianza dell’antica letteratura locale, rappresentata dalle annotazione del Ronna, che, nel 1789, indicava in questa tela un’opera del Picenardi, effettuata durante i restauri del Duomo, per la Fraglia dei Calengari e posta all’altare della Visitazione, ad essa assegnato. L’esecuzione si situa nel periodo in cui l’autore intervenne per l’attuazione del "San Pantaleone" e di "S.Lucia".

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