ISTITUTO TECNICO STATALE COMMERCIALE E PER GEOMETRI E PER PERITI AZIENDALIE PER CORRISPONDENTI IN LINGUE ESTERE "LUCA PACIOLI"

 

QUESTIONARIO ELABORATO NELL’AMBITO DELLE ATTIVITA’

PROMOSSE PER LE PARI OPPORTUNITA’

 

Il questionario, allegato, è stato proposto alle ragazze di quattro classi quarte ( una ragionieri programmatori, tre periti aziendali e corrispondenti in lingue estere) e di tre seconde ( periti aziendali e corrispondenti in lingue estere) per un totale di 84 ragazze (44 della classe seconda e 40 della classe quarta).

Dall’elaborazione dei dati emergono le seguenti conclusioni:

Relativamente alla conoscenza dell’argomento (1)

la maggioranza delle ragazze (61 su 84 ) non conosce il fenomeno del "femminismo storico" e coloro che lo conoscono l’hanno appreso (2) prevalentemente attraverso la scuola. Riguardo all’obiettivo (3) che esso si proponeva solo 22 ragazze hanno dato una risposta, esse sanno che si proponeva il raggiungimento della parità dei diritti tra uomo e donna (3 bis).

Ad ogni modo, l’argomento non ha suscitato interesse (4), visto che delle 60 che hanno risposto solo 19 si sono dichiarate interessate, mentre 21 hanno dichiarato il loro aperto disinteresse e altre 15 ritengono il problema superato.

Il disinteresse potrebbe essere dovuto alla scarsa conoscenza degli aspetti sottesi all’argomento; infatti, di 83 , 65 non sanno che in Italia esiste un Ministero (5) per le pari opportunità, anche se 72 ritengono di conoscere il significato (6) di pari opportunità ; 46 su 82 ignorano l’esistenza, nella società contemporanea, di una questione femminile (7) , 15 delle 30 che la ritengono esistente, non hanno saputo spiegare in che cosa consista (8), le altre 15 pensano che essa si concretizzi, genericamente, nella "discriminazione femminile" (8 bis).

L’unico aspetto conosciuto dalla gran parte delle ragazze (72) parrebbe essere il significato di "pari opportunità". Il condizionale è d’obbligo in quanto il questionario non prevede la possibilità di verificare l’effettiva conoscenza del termine.

2) Relativamente al modello femminile

62 su 84 giudicano positivamente i modelli femminili (9) adulti che hanno davanti, caratterizzati (10), fondamentalmente, dalla capacita’ della donna di dividersi tra lavoro e famiglia (71 di 82 ) 50 li approvano (11) ma solo 32 su 82 ritengono di non esserne influenzate, 30 non lo sanno e 20 ne sono influenzate (12).

Sul campione, 39 giudicano (13) negativamente i modelli femminili proposti dai media 18 positivamente e 26 non sanno rispondere; 43 ragazze condividono i modelli che presentano la donna come proiezione dell’immaginario (14) erotico maschile oppure come moglie/madre/casalinga dedita agli acquisti mentre 28 non condividono questa opinione.

Su 77 che hanno risposto, 49 non pensano di ricalcare (15) i modelli femminili che conoscono, perché (15 bis) ritengono importante essere sempre se stesse ed esprimere la loro personalità senza limiti e senza imitare gli altri, a differenza delle altre 28 che prevedono di imitare i modelli femminili che conoscono, in quanto ne apprezzano la capacità di conciliare famiglia e lavoro, cercando però di evitare la sottomissione al marito e l’assunzione di troppi impegni con il rischio di non riuscire ad assolverli.

Relativamente al ruolo della donna nella società

La netta maggioranza ( 72 ragazze ) dichiara di conoscere il significato dei ruoli (18) maschili e femminili i quali appaiono, ancor oggi, distinti e divisi (19).

Nonostante la convinzione della persistenza di una distinzione dei ruoli, 57 ragazze credono che oggi sia cambiato il compito (20) tradizionalmente affidato alla donna di provvedere ai bisogni primari dell’individuo. Inoltre, pare che alla distinzione dei ruoli non vengano ricollegati gli aspetti delle limitazioni e discriminazioni relative all’essere donna; infatti, la maggioranza ( 45 su 84 ) non ritiene che l’essere donna comporti limiti e discriminazioni (21), mentre solo 30 ragazze sono di diversa idea, soprattutto per quanto riguarda gli orari (22) di rientro.

Questa convinzione, si riscontra anche nell’opinione del 50% del campione ( 42 su 84) consistente nel ritenere che le donne siano oggi presenti (16) nelle sedi in cui vengono prese le decisioni importanti, come esempi (16 bis) sono state indicate, Irene Pivetti, Rosi Bindi e genericamente la partecipazione delle donne alla politica.

Inoltre, la maggior parte ( 45 su 82 che hanno risposto ) non sa se le donne siano realizzate (17), 26 ritengono che lo siano e solo 11 ritengono che non lo siano.

Esiste inoltre nelle ragazze incertezza circa le loro prospettive future infatti, di 79 che hanno risposto, 36 non sanno se il loro essere donna comporterà delle limitazioni (23), 23 pensano che subiranno limitazioni, soprattutto nell’ambito lavorativo (24), mentre 20 pensano che non ve ne saranno.

Infine 36 ragazze affermano di non aver mai pensato al loro futuro (25) di donna, per 25 non lo ritengono un problema e le restanti 18 credono di avere le idee chiare.

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