ABORTO PROVOCATO
L'aborto
provocato è quello che viene effettuato da un medico quando la madre vuole interrompere
volontariamente la gravidanza. Attualmente, viene eseguito con procedure standard, che
variano a seconda del periodo di gestazione.
L'aborto per
aspirazione, o isterosuzione, viene effettuato nel primo trimestre (fino a 9-12
settimane), ed è un intervento ambulatoriale che dura da cinque a dieci minuti. Nel corso
di esso la cervice (collo dell'utero) viene gradatamente aperta con una serie di
dilatatori, e il contenuto dell'utero viene aspirato tramite un piccolo tubo flessibile
chiamato cannula, connesso a una pompa aspirante. Per assicurarsi che non restino
frammenti di tessuto, è possibile poi raschiare il rivestimento interno dell'utero con
uno strumento di metallo a forma di cucchiaio detto curette. Le gravidanze nella prima
parte del secondo trimestre possono essere interrotte con una particolare strumentazione
detta curettage ad aspirazione, talvolta combinata con l'uso del forcipe, in un
procedimento detto dilatazione ed evacuazione. In tal caso, la paziente può essere
costretta a fermarsi in ospedale per una notte e accusare emorragia e dolori di tipo
mestruale.
Dopo la
quindicesima settimana di gestazione, si utilizza comunemente una tecnica nota come
infusione salina. Attraverso questa metodica, tramite un sottile tubo o un ago ipodermico,
si estrae dall'utero, attraverso la parete addominale, una piccola quantità di liquido
amniotico e lo si sostituisce lentamente con una soluzione salina molto concentrata (al
20% circa), che induce contrazioni uterine in circa 24-48 ore. Il feto viene di solito
espulso velocemente e la paziente lascia l'ospedale il giorno dopo.
Gli aborti
tardivi, ossia successivi alla quindicesima settimana, vengono eseguiti con isterotomia,
un intervento chirurgico simile a un taglio cesareo, che però comporta un'incisione
dell'addome molto più piccola.
Un'alternativa
a queste procedure è la RU-486, una pillola che blocca l'ormone progesterone ed è
efficace nei primi 50 giorni di gestazione. L'utilizzo della RU-486 si è diffuso in
Francia, dove questo farmaco è stato autorizzato all'immissione in commercio nel 1988; in
Italia non è ancora stato approvato.
Di recente,
sono stati introdotti nuovi metodi per l'induzione delle contrazioni uterine, tramite
somministrazione di prostaglandine sotto forma di gel applicato alla cervice oppure di
iniezione intra-amniotica.
Se eseguite in
condizioni cliniche adeguate, le interruzioni di gravidanza al primo trimestre si
ottengono con procedimenti relativamente semplici e sicuri. Con il proseguire della
gravidanza, invece, aumenta la probabilità di complicazioni, fra cui infezioni, danni
alla cervice, perforazione dell'utero e emorragie gravi.
