NOI E I RAGAZZI STRANIERI:
DIARIO DI UN CONFRONTO
La nostra è una delle classi più particolari del Pacioli: sono infatti rappresentati a suo interno ben 8 Paesi del mondo: Moldavia, Romani, Bielorussia, Marocco, Costa d’Avorio , Sri Lanka, Perù, Equador e Italia. Chiaramente abbiamo tutti lingue ,religioni, usanze e costumi assolutamente diversi.
Poiché noi tutti abbiamo avuto infanzie e d esperienze scolastiche differenti, ognuno affronta l’ambiente scuola a modo suo.
Recentemente in classe abbiamo avuto l’opportunità di confrontarci in merito alle nostre esperienze scolastiche pregresse per istituire un raffronto tra i nostri vissuti che abbiamo sempre immaginato essere profondamente diversi.
In Italia si è abituati a vivere, all’interno della scuola, un clima sereno nonostante ci si lamenti spesso dei professori, dei maestri, dei troppi compiti a casa. Le preoccupazioni degli alunni italiani sono dovute principalmente alle verifiche o alle interrogazioni e in certi casi a situazioni di disagio per l’emarginazione da parte dei propri compagni.
Confrontando però la nostra situazione con quella dei ragazzi stranieri della nostra classe siamo venuti a conoscenza di realtà che non ci appartengono e che nemmeno potevamo immaginare.
Nei paesi del Nord Africa, e dell’Asia, l’educazione è molto rigida, molto diversa da quella che noi sperimentiamo.. Tra i banche si cresce con la paura di sbagliare di ricevere punizioni fisiche e umiliazioni psicologiche. E’ obbligatorio indossare una uniforme affinché i ragazzi non si sentano diversi l’uno dall’altro ma sono uguali anche nei trattamenti loro riservati in caso d’errore.
In Marocco ogni mattina si è obbligati a cantare il proprio inno nazionale e ad alzare la bandiera ringraziando il proprio Preside per l’educazione e l’istruzione che viene offerta a scuola. All’interno delle proprie classi i bambini vivono con la paura di ricevere violenze da parte dei propri insegnanti che possono arrivare a frustarli o rinchiuderli negli armadietti in caso di mancanza di rispetto od obbedienza.
Anche in Costa d’Avorio ogni lunedì si canta l’inno nazionale e si alza la bandiera.
Basta chiacchierare con il proprio vicino di banco, sbagliare la risposta durante un’interrogazione, non presentare un compito per diventare oggetto di pesanti conseguenze fisiche. In alcuni casi si deve rimanere inginocchiati con le braccia aperte tenendo dei pesi sulle mani oppure si diviene oggetto di colpi sulle braccia.
L’educazione impartita nelle scuole dell’Europa dell’est, invece , assomiglia molto a quella italiana anche se ci sono delle eccezioni. Ad esempio anche in Bielorussia si usa la divisa, si viene severamente puniti per piccole distrazioni con bastonate sulle dita e si teme molto il giudizio degli insegnanti.
Qui al Pacioli ci siamo resi conto di come il clima sia profondamente differente.
La nostra classe multiculturale ci permette di confrontarci e, inevitabilmente, di scontrarci su queste tematiche.No è facile trovare punti di incontro relativamente alla linea di comportamento da tenere, per esempio, in una determinata situazione o in classe di fronte a qualche richiesta degli insegnanti poiché proveniamo tutti da esperienze molto diverse per cui ciò che è giusto per qualcuno non necessariamente lo è per qualcun altro.
Gli scontri sono dovuti a intransigenze, chiusure, problemi causati da vissuti tanto diversi., ma soprattutto da aspettative e aspirazioni nei confronti dello studio e della scuola ce non sono le medesime per tutti. Il fatto di volere sempre essere il protagonista della correzione del compito di italiano, per esempio, se per alcuni è il modo più diretto di mostrare il proprio impegno e la propria volontà con l’obiettivo di imparare dai propri errore, per altri è solo un modo per mettersi in mostra di fronte all’insegnante.
Le aspirazioni non coincidono ed empatizzare è difficile.
Il Pacioli per molti ragazzi stranieri della nostra classe non è solo un’opportunità, ma l’Opportunità.
Quindi, quotidianamente siamo invitati alla sfida del confronto. Ma in questo modo abbiamo cominciato a ri-conoscerci oltre che a conoscerci.
Classe 2^A periti