La riforma
Gelmini
La riforma scolastica
del ministro dell’istruzione Maria Stella Gelmini ha alzato un gran polverone
tra lavoratori e studenti.
L’ignoranza in merito alla riforma non è poca. Sembra passare solamente l’idea del ritorno di un maestro unico alle elementari. Mentre i cambiamenti che la Gelmini vuole introdurre sono tanti e toccano molti argomenti. Svariati gli scioperi e le manifestazioni in merito. La più importante Giovedì 30 Ottobre, con cortei in molte città italiane, tra cui anche Crema. La domanda che però tutti ci poniamo è: lo sciopero serve a qualcosa?
Il decreto della Gelmini è stato accettato dal Parlamento. Ormai la riforma è diventata legge e il ministro provvederà presto a rivoluzionare la scuola, partendo proprio da quella elementare. Mi sorge spontaneo ricordare che la nostra scuola primaria è la sesta in Europa. A cosa serve allora cambiare le cose? E’ come ingessare un braccio sano! La riforma prevede che nella scuola elementare torni un insegnante unico. Quei genitori che vorranno lasciare il proprio bambino a scuola anche il pomeriggio dovranno pagare. Cosa che succede sempre più spesso perché nelle famiglie di oggi quasi sempre entrambi i genitori lavorano. Tutto questo perché lo Stato vuole risparmiare sull’istruzione.
La riforma tocca anche le università. Certo gli sprechi in questo settore non sono pochi, esistono alcuni corsi all’interno di questi istituti che vengono frequentati da pochissimi alunni, o addirittura da nessuno, le università li istituiscono per ottenere più fondi dallo Stato. Ma molti pensano che non sia giusto privatizzarle tutte. In questo modo sempre meno famiglie potranno sostenere le spese e i costi per i loro figli.
Un altro punto previsto è l’aumento dei fondi alle scuole private. Da un certo punto di vista è giusto perché una persona deve poter scegliere se andare in una scuola pubblica o in quella privata, ma al giorno d’oggi la differenza del costo tra una e l’altra è molta. In questo modo si diminuirebbero le spese per gli istituti privati. Tutto questo sarebbe giusto se i due tipi di scuole dessero la medesima preparazione, ma in Italia la qualità della preparazione che si ottiene frequentando una scuola pubblica è migliore rispetto a quella che si ottiene frequentandone una privata.
E ancora, classi speciali per gli stranieri. Sì, potrebbe essere utile per aiutarli ad imparare la nostra lingua in un modo più rapido, ma non si rischia di compiere un atto di razzismo? E non sarà ancora più difficile per loro inserirsi nella nostra società?
Insomma, questa riforma può essere considerata positiva o meno in base alla propria posizione. E’ naturale che uno studente di università privata sia solo contento che gli si aumentino i fondi, cosa assolutamente ingiusta per uno studente di una pubblica. Sta a voi giudicare.
Pezza Eleonora
4^A Periti