Slipknot,
Machine Head, Children Of Bodom
18/11/08
Non
riesco ancora a crederci, ma il grande giorno è arrivato.
Sono di fronte al PalaSharp dove tra poche ore si svolgerà uno dei concerti più importanti dell’anno (di sicuro il più devastante), ormai esaurito da tempo; gli Slipknot, con i Machine Head e i Children Of Bodom calcheranno il palco milanese tra poche ore.
Già 4 ore prima dell’apertura dei cancelli il pubblico è numeroso, tanto da riempire l’area antistante i cancelli d’ingresso.
Un’ora prima del concerto si aprono i cancelli ed una fiumana di gente riempie il palazzetto in pochissimo tempo.
Il primo gruppo a salire sul palco sono i Children Of Bodom, band finlandese conosciuta per gli assoli di chitarra del front-man Alexi Lahio, che regala al pubblico una mezz’ora molto intensa, coinvolgendo a tal punto gli spettatori che non riescono a stare fermi.
Un veloce cambio di palco ed ecco salire i Machine Head, il cui cantante, nonostante abbia la bronchite, si dimena sul palco come un’animale aizzando la folla con brani quali Imperium, Old e Ten Ton Hammer. 45 minuti di pura follia artistica per questo gruppo, che si ferma solamente una volta per scusarsi ancora dell’interruzione del concerto di un anno prima causa lo svenimento del chitarrista. Voto 8, come sempre a questa band che sul palco dimostra sempre il suo valore.
Ci siamo. Manca pochissimo…
Giusto il tempo perché una ragazza aizzi la folla mettendosi in top e le luci si spengono, i teloni neri si spalancano ed entrano loro, i nove mascherati, gli Slipknot.
Potrei concludere con “Devasto”, avrei già detto tutto…
Surfacing, The Blister Exist, Get This passano come un martello pneumatico, mentre Liberate e Disasterpiece scatenano la folla facendo arretrare gli ultimi ragazzini che si erano accalcati troppo alle transenne. Dead Memories e Psychosocial sono le uniche due estratte da All Hope Is Gone. Dopo The Heretic Anthem, il gruppo decide di fare un tributo al loro primo album, che l’anno prossimo compirà 10 anni, quindi Prosthetics, Spit It Out e Only One piombano sul pubblico inaspettatamente scatenando un mosh-pit (pogo) violentissimo. Una pausa di 5 minuti per riprendere fiato e rieccoli sul palco con la violentissima People=S**t e (SIC) che chiude un super-concertone che sicuramente rimarrà a lungo negli annali.
Stefano Cremaschi
(ex studente)