Descrizione generale della Tanzania: assetto politico-amministrativo, dati demografici, socio-economici, sanitari ed occupazionali.


Il contesto
 La Tanzania si trova nell'emisfero australe tra i 29 e i 41 gradi est di longitudine e tra il 1° e 12° grado sud di latitudine, in Africa orientale. E' bagnata dall'oceano indiano per oltre 900 km sulla costa est.
Confina a nord con il Kenia e l'Uganda; a ovest con il Ruanda, il Burundi, la Repubblica democratica del Congo; a sud con lo Zambia, il Malawi, il Mozambico; a est con l'Oceano Indiano.
Su un territorio di 945.000 kmq, la Tanzania ospita 38.400.000 abitanti, con una densità abitativa di 41 abitanti per kmq. Nonostante la densità abitativa risulti bassa se calcolata sull'intero territorio (in Italia, ad esempio siamo 194 ab./kmq; in Nigeria 142 ab./kmq; in Kenia 59 ab./kmq; in Uganda 120 ab./kmq), metà della popolazione vive su un quinto del territorio, nelle zone in cui la piovosità è più alta e di conseguenza c'è un accesso facilitato alle risorse di prima necessità. In queste zone la densità abitativa arriva intorno ai 100 abitanti per kmq.
La Tanzania è un paese prevalentemente rurale. Le aree coltivate ammontano a 51.000 kmq (5,4% del territorio totale); le aree coltivabili ma non utilizzate si stimano per un totale di 100.000 kmq (10,6%).
Le zone più popolose sono le isole di Zanzibar e Pemba, la zona costiera, la costa del lago Vittoria. Sono inoltre molto popolose alcune zone ai piedi di aree montane forestali: i monti Uluguru (alla latitudine di Dar Es Salaam, accanto alla città di Morogoro), i monti Udzungwa (nel sud del paese, tra le città di Iringa e Morogoro), i monti Usambara (a nord est del paese, non lontani dalla costa, vicino la città di Tanga). Queste aree maggiormente popolate sono le zone dove il livello di piovosità arriva fino a 2.000 mm annui durante le stagioni delle piogge.
Molte altre del paese, in particolare le aride steppe del nord ovest (dove vivono solo le popolazioni di etnia Masai), la zona del lago Natron al confine con il Kenya (tra la Ngorongoro Conservation Area e il Kilimanjiaro National Park), la parte sud orientale del paese al confine tra Malawi e Mozambico, sono poco popolate e godono di scarse precipitazioni.
La popolazione della Tanzania è giovane, il 45% ha meno di 15 anni, mentre la popolazione con più di 65 anni non supera il 2,5%. Questo dato riflette immediatamente la situazione di un paese con un’alta mortalità infantile e una speranza di vita che si aggira intorno ai 45 anni.
Il paese è in forte crescita demografica: mentre nel 1980 la popolazione ammontava a 18 milioni di abitanti, nel 2007 ne ha più di 38 milioni. In 25 anni la popolazione è raddoppiata.
Il tasso di crescita rilevato dal 2003 al 2005 è di 19,5 individui ogni 1.000 abitanti (1,95%).
Se questo tasso non dovesse scendere, nei prossimi 50 anni la popolazione sarebbe raddoppiata.
Il tasso di fecondità è leggermente sceso negli ultimi decenni, ma rimane comunque alto: 5 figli di media per ogni donna.
Il tasso di mortalità infantile è invece rimasto sostanzialmente invariato, al 10,4%. Si tratta in sostanza di una morte infantile su 10, tra i bambini nati vivi.
Da questi dati si evince che la struttura demografica della Tanzania è quella tipicamente appartenente ad un paese in via di sviluppo, con alto numero di nascite, alta mortalità infantile e un’aspettativa della durata di vita medio-bassa.
La Tanzania ha un prodotto interno lordo annuo pro capite pari a 700 dollari. Oltre il 50% della popolazione vive sotto la soglia di povertà.
Nel paese è largamente utilizzata la pratica del baratto tra generi di prima necessità; dunque molte attività di piccolo commercio e scambio non vengono registrate e non figurano nel Pil.
L’Indice di Sviluppo Umano della Tanzania è basso; il paese si trova nel 2007 al 159° posto di 175 paesi, nonostante si rilevi la tendenza ad una crescita dello sviluppo umano rispetto al 2004. L’ISU (in inglese HDI, Human Develoment Index), si misura in millesimi, con valori che vanno da un massimo di 1 (alto livello di sviluppo umano) a un minimo di 0.
Il rapporto di sviluppo umano 2007/2008 riportato dal Programma di Sviluppo Umano delle Nazioni Unite (United Nations Development Programme) ha rilevato l’ISU di 175 paesi membri, basandosi su dati del 2005, pubblicati nel novembre 2007. I paesi sono stati suddivisi in tre gruppi: paesi ad alto sviluppo umano (indice tra 1 e 0,800), paesi a medio sviluppo (indice tra 0,799 e 0,500), paesi a basso sviluppo (indice compreso tra 0,499 e 0).
In questa ultima fascia ci sono solamente paesi africani, tra cui la Tanzania, con un ISU pari a 0,467.

Salute
 In Tanzania la malaria costituisce la principale causa di morte nel paese, specialmente tra i bambini. Il virus dell’Hiv, la cui stima di diffusione rimane approssimativa, è diffuso soprattutto nelle zone costiere e lungo le principali vie di comunicazione di cui si stima sia affetta il 20 % della popolazione, mentre è scarsamente diffuso nelle zone rurali dell’interno. La diffusione della malattia a livello nazionale è stimata comunque intorno al 10%.
Nel paese la precarietà della vita è dovuta principalmente alla scarsa sicurezza igienica, alla mancanza di acqua e alla malnutrizione, con conseguente diffusioni di malattie. La razione di proteine è scarsa, specialmente nelle zone interne, dove la pastorizia è insufficiente e non si usufruisce del pescato proveniente dallʼoceano. La precaria condizione igienica in cui versano alcuni villaggi, con zone malsane di acqua stagnante, costituisce un bacino per la proliferazione della malaria.
Si stima che al 2007 circa il 65% della popolazione risieda nelle aree rurali, mentre la popolazione urbana raggiungerebbe il 35%4.
La prima risorsa per la popolazione è l’agricoltura. Con la crescita demografica e la sovra popolazione di alcune aree si è verificato un iper sfruttamento del territorio e di certe aree coltivabili, inoltre nel paese l’acqua scarseggia sempre di più; conseguentemente le possibilità di praticare un’agricoltura in buone condizioni di fertilità del suolo, con disponibilità di acqua e possibilità di irrigazione sono diminuite.

Piovosità – densità abitativa
 La crescita demografica è stata accompagnata da una serie di migrazioni interne, che hanno portato ad addensamenti della popolazione nelle zone con maggiore disponibilità di acqua, ovvero con maggiore piovosità e maggiore certezza della piovosità (predittibilità delle precipitazioni).
C’è una correlazione significativa tra alcune aree del paese ad alta piovosità e la densità abitativa delle stesse, maggiore rispetto alla media nazionale. Correlazione inversa si riscontra nel caso delle zone aride, di contro semi spopolate.
 

Distretto Piovosità media annua mm Densità abitativa ab/kmq Media nazionale 49
Mwanza 1.200 158
Mara 1.200 71
Kagera 1.800 76
Kilimanjaro 1.800 116
Arcipelago di Zanzibar 1.800 465
Rukwa 900 19
Manyara 600 26

Per questa ragione le zone dei molti Uluguru (Morogoro District) che ricevono 1.200 mm di pioggia, e la zona dei monti Udzungwa al sud, considerata zona umida, sono in forte incremento demografico a causa di migrazioni interne. Anche i monti Usambara, a nord est del paese, sono densamente popolati in quanto aree molto piovose.
Questi dati danno la misura di una correlazione significativa tra il livello medio di precipitazioni annue e gli stanziamenti umani sul territorio, considerati in base alla densità abitativa.

Lingua
 Il Kiswahili è la lingua ufficiale della Tanzania insieme all'inglese. Il Kiswaihili è una lingua franca, nata intorno al IV secolo dall'incontro della popolazione bantu dell'interno e gli arabivenuti dal mare, e dai primi scambi commerciali tra queste popolazioni. Si tratta di unalingua fonetica, che ha mutuato circa il 27% dei vocaboli dall'arabo, e alcuni termini dall'inglese.
E' stata dichiarata una delle 12 lingue più importanti del mondo ed è candidata a diventare la lingua pan-africana del sud del Sahara. Il Kiswahili è parlato sulla costa orientale dell'Africa, dalla Somalia al Mozambico, e all'interno fino alla Repubblica democratica del Congo.
E' la lingua nazionale in Kenia e in Tanzania, ed è riconosciuta come lingua ufficiale in Uganda.
Durante il periodo coloniale la lingua fu studiata e ne venne codificata l'ortografia in 30 lettere alfabetiche; il dialetto che fu preso ad esempio per la codificazione unitaria della lingua è il Kiunguja, parlato nell’isola di Unguja (Zanzibar).
Il Kiswahili ha il vantaggio di non essere la lingua di una singola tribù, ma di essere una lingua nazionale, e addirittura trans-nazionale. Dopo l'indipendenza i popoli dell'area linguistica del Kiswahili hanno preso coscienza dell'importanza della lingua come strumento unificatore e di appartenenza culturale.
Nonostante in Tanzania ci siano circa 120 etnie diverse, molte delle quali con la propria lingua, il senso di appartenenza nazionale è forte, e la lingua usata prevalentemente nel paese è il Kiswahili (l’inglese è la seconda lingua ufficiale del paese). La popolazione è costituita principalmente dall’etnia bantu, suddivisa in piccoli gruppi. I pastori Masai, di provenienza nilotica, vivono nelle steppe aride del nord del paese. Lungo la costa vivono i discendenti del nucleo creatosi tra l’incontro degli arabi giunti dal mare, e le etnie bantu.
Sulla costa è molto attiva nel commercio una nutrita comunità di indiani, che sebbene raggiunga solo lo 0,6% della popolazione totale, nelle aree commerciali costiere è molto concentrata.
La religione più diffusa è quella cristiana, nella sua variante cattolica, che abbraccia il 44% degli abitanti. L’appartenenza religiosa è distribuita a macchia di leopardo nel paese: le zone interne e rurali sono prevalentemente cristiane, mentre nelle zone costiere e nelle isole prevale il culto musulmano, che in totale riguarda il 37% della popolazione. Circa il 20% della popolazione, nelle aree più remote, è legata ai culti africani tradizionali.