Breve storia


La Germania occupò la parte continentale della Tanzania alla fine del XIX secolo, che dal 1891 al 1916 divenne l’Africa Orientale Tedesca; a seguito della prima guerra mondiale, la Germania dovette cedere la colonia alla Società delle Nazioni, che ne affidò il protettorato All’Inghilterra, già colonizzatrice delle isole di Zanzibar e Pemba dal 1913.
Nel 1961, la parte continentale della Tanzania, ottenne l’indipendenza con il nome di Tanganika; due anni dopo l’arcipelago di Zanzibar (comprensivo delle isole di Pemba, Unguja - più conosciuta come Zanzibar - e Mafia) ottenne l’indipendenza. Nel 1964 il Tanganika e l’arcipelago di Zanzibar costituirono insieme la Repubblica Unita di Tanzania, il cui primo presidente, Julius Kambarage Nyerere, portò avanti una politica socialista basata fondamentalmente sulla autogestione delle comunità di villaggio per la produzione agricola in politica interna, e sull’anti-imperialismo in politica estera.
La politica portata avanti dal presidente Julius Nyerere, ha permesso al paese di evitare ogni tipo di conflitto inter-etnico, tipico delle realtà africane del post-colonialismo.
Il presidente socialista “non allineato” mirò a creare una coscienza nazionale nel paese che andasse oltre le appartenenze etniche, ma che riunisse la popolazione in un sentimento di appartenenza nazionale.
Dopo la Dichiarazione di Arusha del 1967, con cui il presidente annunciò la via del “socialismo africano” verso lo sviluppo autosufficiente e non marxista affiancandosi ai paesi non-allineati, Nyerere portò avanti la politica della “villaggizzazione”, che implicò il trasferimento degli abitanti dei villaggi rurali più remoti in villaggi più facilmente raggiungibili, per lo più situati lungo le strade di comunicazione principali del paese. La gestione delle villaggizzazione ha previsto una centralizzazione dell’agricoltura e la sua collettivizzazione. Tale politica (nonostante sia stata poco efficace dal punto di vista economico e fortemente osteggiata da parte della popolazione vistasi costretta ad abbandonare le proprie terre e a collettivizzare i propri raccolti) e la capillare scolarizzazione sul territorio, furono due aspetti che contribuirono a creare un solido senso di appartenenza nazionale inter-etnico e inter-religioso nella popolazione della Tanzania.
La politica del presidente Nyerere inoltre, anche se non sempre economicamente efficace ed efficiente, migliorò le infrastrutture, in particolare l’approvvigionamento di acqua potabile nei villaggi istituiti dalla villaggizzazione, il sistema scolastico di base (l’alfabetizzazione della popolazione aveva raggiunto il 90% della popolazione alla fine degli anni ‘70) e il sistema sanitario, con dispensari diffusi sul territorio.
Nel 2007 la Tanzania figura come uno dei paesi più poveri al mondo; il principale problema del paese è la diffusa corruzione a vari livelli della burocrazia; inoltre le emergenze principali ruotano attorno ai problemi di salute (malaria, AIDS, problemi igienici, malnutrizione), scarsità dell’acqua (a cui è connesso il problema della scarsità di energia elettrica), agricoltura, e infrastrutture in genere (rete stradale e ferroviaria, strutture sanitarie, strutture scolastiche).