Il progetto accoglienza è stato sviluppato per facilitare l'inserimento nella scuola agli studenti delle classi prime, abbassando così il livello di ansia e timore nei confronti del nuovo ambiente scolastico e dei nuovi compagni.
Il sabato antecedente l’inizio delle lezioni il Preside, insieme ai docenti delegati delle classi prime ed ai responsabili delle sedi, si incontra con i genitori per presentare la scuola rispondere alle richieste e raccogliere idee e proposte.
Il primo giorno di scuola gli studenti delle classi prime vengono accolti dal docente delegato del Preside nel consiglio di classe.
Potranno così conoscere la loro scuola, la loro aula, i loro insegnanti ed i loro compagni di classe in un ambiente certamente più tranquillo di quello che sarà il successivo giorno, in cui rischiano di sentirsi travolti e disorientati dalla massa degli altri mille e più studenti delle classi superiori che si avviano alle lezioni.
In seguito, nelle classi, proseguendo il “Progetto Accoglienza”, ai nuovi studenti viene illustrato il funzionamento della scuola e distribuito il libretto "Sotto il segno del Pacioli" per descrivere ai nuovi arrivati ciò che la scuola può dare, ciò che si può chiedere, come è possibile organizzarsi, quali sono le procedure da adottare. Viene inoltre consegnato a ciascuno studente un libretto delle giustificazioni delle assenze personalizzato e di esclusiva dotazione del Pacioli, contestualmente alla illustrazione delle modalità di utilizzo e delle regole di comportamento.
Il progetto accoglienza prevede inoltre delle esercitazioni di socializzazione per promuovere un clima positivo all'interno della classe, favorire la conoscenza reciproca e potenziare il metodo di studio. Queste esercitazioni si svolgono in più giornate durante la prima fase dell'anno scolastico. Durante la prima settimana di lezione vengono somministrati anche i test d’ingresso. Esiste anche una forma di “progetto accoglienza” per gli studenti delle classi terze, che si concretizza, nella sostanza, in un incontro, programmato prima dell’inizio delle lezioni, tra i docenti delegati del preside delle classi seconde e delle terze.
I primi hanno il compito di presentare ai secondi le specifiche problematiche, laddove esistono, degli studenti iscritti alle terze.
All'inizio di ogni anno scolastico, in particolare nelle classi iniziali di ogni ciclo (classi prime e terze), agli studenti vengono sottoposte alcune prove, dette "test d'ingresso".
Lo scopo di questi test non è, come spesso erroneamente si è pensato, quello di effettuare alcune prime valutazioni, in altre parole "dare i primi voti".
Al contrario, questi test servono ad individuare il livello di partenza di ciascuno studente, al fine di evidenziare eventuali lacune o disparità di preparazione tra studente e studente e progettare, di conseguenza, gli interventi didattici necessari per mettere rapidamente tutti gli allievi nelle medesime condizioni di partenza.
Sfruttando la fase iniziale dell'anno, in cui gli orari non sono ancora completamente definiti, possono essere proposti, quando necessario, dei "corsi di riallineamento dei prerequisiti" incentrati sulle nozioni di base delle discipline di riferimento.
Alla frequenza di questi corsi vengono invitati tutti quegli studenti i cui test d'ingresso hanno evidenziato specifici problemi di conoscenza di particolari argomenti.
I corsi saranno comunque di breve durata (6-8 ore), in quanto viene poi demandato al lavoro del docente titolare dell’insegnamento nella classe il compito di procedere, attraverso la opportuna programmazione didattica concordata a livello di Consiglio di Classe, al recupero totale dell'alunno.
Proponiamo alle scuole medie un nostro progetto organico, che parte dalla ricerca di un confronto e scambio tra scuole medie e superiori,
· organizzando incontri di presentazione presso le scuole medie con insegnanti ed allievi del Pacioli;
· organizzando incontri tra studenti delle prime superiori e studenti delle terze medie;
· organizzando le “Giornate Aperte” , due sabato nei quali la scuola è aperta alle famiglie e agli studenti delle terze medie;
· partecipando alla giornata dell’orientamento (“Link”) proposta dalla Amministrazione Comunale di Crema.
Una volta effettuate le scelte da parte degli studenti delle medie, al fine di rendere più agevole l’inserimento nella nuova realtà delle superiori si sviluppano alcune iniziative:
· la possibilità di organizzare “giornate tipo” (stage), in cui gli studenti delle terze medie possono frequentare, per un giorno, le lezioni nella scuola superiore prescelta;
· l’invio da parte di alcune scuole medie di una breve scheda di presentazione dello studente, che serva da collegamento con gli insegnanti che li accoglieranno, poi, alle superiori;
· si possono organizzare incontri tra gli insegnanti delle scuole medie e i loro alunni che hanno frequentato le classi prime del Pacioli, per ricevere dei feed back sulla loro esperienza, e migliorare l’informazione e l’orientamento per il futuro.
Inoltre, alla fine della classe 1^ e della classe 2^, sono previsti momenti specifici di verifica del percorso scolastico e della crescita dello studente, è previsto cioè un colloquio di orientamento/verifica tra il docente coordinatore di classe e lo studente. Per preparare il colloquio il Consiglio di classe compila una griglia di rilevazione delle competenze trasversali, cioè come gli insegnanti vedono lo studente riguardo a competenze come la capacità di lavorare in gruppo, di comunicare, etc.
Le esperienze realizzate finora hanno funzionato bene: sono una forma per garantire la continuità e per realizzare una prima presa di contatto che tolga allo studente l’ansia ingenerata dal cambiamento di scuola.
Per presentare la scuola ai genitori e agli studenti di terza media che si accingono a scegliere dove proseguire gli studi, nei mesi di novembre, dicembre e di gennaio vengono organizzate le "Giornate di scuola aperta": l'istituto rimane aperto due giorni di sabato, per l’intera giornata, per permettere alle famiglie interessate di visitare l’edificio scolastico ed incontrare gruppi di studenti, genitori ed insegnanti disponibili ad illustrare le caratteristiche della scuola.
Su richiesta e previo appuntamento, è possibile visitare la scuola in ogni momento dell'anno.
Questo progetto parte dal presupposto che l’orientamento non sia un singolo “momento” ma un “processo” continuo e graduale. Esso si propone principalmente di far scoprire e consolidare negli studenti la capacità di auto-orientamento, per arrivare ad una scelta personale e responsabile rispetto alla strada da intraprendere dopo il diploma.
Sono destinatari del progetto tutti gli studenti delle classi quarte e quinte.
L’obiettivo essenziale del progetto è quello di aiutare gli studenti a:
· chiarire i propri bisogni di orientamento
· saper riconoscere i propri valori
· sviluppare la consapevolezza delle capacità e degli interessi personali
· saper scoprire possibili ambiti di interesse
· esplicitare i propri obiettivi professionali
· acquisire informazioni su: la tipologia degli studi universitari, il mercato del lavoro e la formazione professionale
· prepararsi ad un colloquio di lavoro/ stendere un curriculum/ leggere un annuncio di lavoro
Il progetto è gestito da un gruppo di lavoro formato da insegnanti della scuola, che ricevono una formazione specifica, e sono coordinati da due responsabili
Il progetto è diviso in due parti, diverse ma complementari:
a. orientamento formativo (conoscere se stessi, i propri valori, i propri obiettivi)
b. orientamento informativo ( informazioni su corsi universitari, sbocchi lavorativi, ecc)
a. Orientamento di tipo formativo (classi quarte)
· il gruppo di insegnanti, anche con l’aiuto di supervisori esterni, programma le attività dell’anno
· gli insegnanti formatori, a piccoli gruppi, svolgono i loro interventi nelle classi quarte
· incontri con un professionista esterno, specializzato in orientamento
· partecipazione di tutte le classi quarte al concorso “Intraprendere”
b. Orientamento informativo (classi quarte e quinte)
Vengono organizzati dal gruppo orientamento, per tutte le classi quarte e quinte, diversi momenti informativi per far conoscere agli studenti:
· sbocchi professionali
· situazione del mercato del lavoro
· realtà del mondo del lavoro
· offerta formativa (Università, corsi brevi, corsi professionalizzanti)
A questo fine, la scuola organizza, in momenti diversi dell’anno scolastico:
- incontri con un professionista esterno, specializzato in orientamento;
- una “Giornata dell’Orientamento” per tutte le classi quinte. Un sabato mattina, quando le lezioni sono sospese, gli studenti, su prenotazione, possono accedere ad incontri per aree di interesse con professionisti, ex-studenti, studenti universitari, ecc.
- incontri con ex- alunni che frequentano diverse facoltà o che sono già inseriti nel mondo del lavoro;
- bacheche informative. Nelle bacheche gli studenti troveranno opuscoli, depliant informativi, ecc., riguardanti tutte le Università, corsi, lauree brevi, ecc., della zona;
- incontri con i responsabili del servizio Orientagiovani del Comune di Crema;
- un sito “Orientamento”, all’interno del sito della scuola , che dà accesso alle principali Università e ai siti relativi all’Orientamento
- visita annuale al salone dello studente di Cremona e di Crema. Tutte le università, gli ordini professionali, i centri di formazione hanno stand ai saloni dello studente, e danno informazioni e materiale informativo agli studenti;
- corsi di orientamento in collaborazione con le Università,
- incontri con rappresentanti di categoria, imprenditori, banche, ecc, per simulazioni di colloqui di lavoro, informazioni sul mondo del lavoro nella nostra zona, informazioni su come intraprendere un’attività in proprio
- uno Sportello Orientamento gratuito per tutti gli studenti che sentono la necessità di un colloquio approfondito con un esperto. Lo Sportello è gestito da una insegnante specializzata in Orientamento.
- stage in aziende durante i mesi estivi, per gli studenti delle classi terze e quarte. Questa esperienza viene offerta anche agli studenti di quinta, appena dopo il conseguimento del diploma.
Anche quest’anno è stata confermata la struttura dei corsi che avevamo sperimentato negli anni passati: quella che abbiamo chiamato “corsi compattati”.
La proposta era nata nel tentativo di affrontare e provare a risolvere due ordini di problemi:
· Il primo problema è l’eccessivo numero di discipline che, contemporaneamente, vengono proposte allo studente, sin dal primo giorno di scuola.
· L’altro problema è che ogni insegnante, per la maggior parte delle discipline, riesce ad essere in classe, settimanalmente, non più di due-tre ore, secondo i quadri orari vigenti. Questo comporta spesso che, specie nelle classi più numerose, ci siano notevoli difficoltà, all’inizio, a conoscere bene lo studente, ad individuarne per tempo le difficoltà, ad intervenire per tempo per aiutare a superare gli ostacoli.
Per affrontare questi problemi abbiamo pensato ad una organizzazione degli orari dell’anno scolastico, tale per cui:
· alcune discipline vengono insegnate solo nel primo quadrimestre, al termine del quale verrà effettuata una valutazione finale, che verrà riportata nello scrutinio di fine anno;
· altre discipline, per un equivalente numero di ore settimanali, vengono proposte solo nel secondo quadrimestre;
· al termine dell’anno scolastico il Consiglio di Classe effettuerà la valutazione finale globale dell’alunno, tenendo conto di tutti i risultati e di tutte le valutazioni registrate (anche, quindi, delle valutazioni ottenute nelle discipline affrontate solo nel primo quadrimestre).;
· la decisione di promozione o bocciatura terrà conto delle eventuali lacune accumulate e della capacità e volontà dimostrata dallo studente nello sforzo di superarle;
· le eventuali situazioni di “debito formativo” saranno affrontate dal Consiglio di Classe con le modalità previste ed esposte nell’apposito capitolo della Carta dei Servizi e già ampiamente e positivamente collaudate negli anni scolastici precedenti.
Abbiamo sperimentato, ed i dati lo dimostrano, che, aumentando il numero di ore settimanali di presenza dell’insegnante nella classe, aumentano più che proporzionalmente le occasioni di migliorare la conoscenza reciproca tra alunno e docente e si moltiplicano le opportunità di intervento di sostegno e di recupero dell’alunno in difficoltà.
Il “dialogo educativo”, infatti, viene rafforzato, i tempi morti dedicati alle incombenze burocratiche ed alle verifiche formali si riducono, a tutto vantaggio dei tempi della didattica.
Questo obiettivo è pienamente raggiunto.
Lo dimostrano i dati raccolti: dalla istituzione dei corsi compattati ad oggi abbiamo potuto registrare una consistente riduzione del numero dei debiti formativi all’interno delle discipline coinvolte.
Gli insegnanti hanno certamente dovuto rivedere il proprio metodo di insegnamento, perché il raddoppio del tempo-classe settimanale non può certo tradursi in un banale raddoppio delle ore settimanali di lezione frontale.
In sostanza: i “corsi compattati” non sono solo una diversa organizzazione dell’orario, ma coinvolgono direttamente la ricerca di un nuovo modo di insegnare, più vicino ed attento alle esigenze dello studente.
Per quanto riguarda la valutazione finale degli studenti, che coinvolge anche le discipline e gli insegnanti dei corsi conclusisi nel primo quadrimestre si procederà così:
· al termine del primo quadrimestre il docente del corso compattato proporrà al Consiglio di Classe una sua valutazione, espressa anche numericamente attraverso un voto indicativo;
· tale proposta verrà registrata nel verbale del Consiglio, ma non verrà trascritta sulla pagella.
Alle famiglie verrà consegnata, insieme alla pagella, una scheda che riporterà il giudizio espresso dal docente, secondo le linee indicate nella Carta dei Servizi;
· al termine dell’anno scolastico il Consiglio di Classe, riunito in sede di scrutinio finale, avendo presente l’intero quadro dei risultati raggiunti per ciascuna disciplina, nonché la situazione degli eventuali debiti formativi pregressi, valuta, nella globalità, se l’alunno è in grado di frequentare l’anno successivo o se le lacune accumulate nelle diverse discipline sono sufficientemente gravi e diffuse da non consentire una promozione;
· la valutazione è globale e riguarda l’arco dell’intero anno, tiene cioè conto della generalità dei progressi e della maturazione avvenuta, e non solo del numero delle insufficienze.
In altri termini questo significa che delle valutazioni non sufficienti nei corsi compattati del primo quadrimestre, di per sé, non comportano automaticamente un giudizio finale definitivamente compromesso.
Potranno semplicemente essere registrate come debito formativo dell’anno, nel caso in cui il giudizio complessivo sulla possibilità dell’alunno di frequentare l’anno successivo sia positivo.
Al termine dello scrutinio finale il voto deliberato dal Consiglio di Classe viene registrato, oltre che sui verbali, anche sulla pagella e nel Registro Generale dei Voti.
Formalmente i quadri orari che caratterizzano ciascun corso sono determinati dalle direttive ministeriali, che definiscono i contenuti di ciascuna disciplina ed il numero di ore settimanali ad essa dedicati.
La legge che riconosce l’autonomia didattica alle scuole consente a ciascun istituto, entro certi limiti, di modificare la distribuzione oraria delle discipline, sia come orario settimanale che come distribuzione delle materie durante l’anno o, al limite, lungo la durata dell’intero corso.
I punti fermi di riferimento per ciascuna scuola autonoma, nel progettare la struttura dei corsi e degli orari, devono restare:
1. gli obiettivi generali, formativi e professionali, che ciascun corso deve raggiungere, e che sono determinati a livello nazionale, e verificati attraverso l’Esame di Stato;
2. il numero di ore di insegnamento (la cattedra) che ciascun docente è tenuto a prestare alla scuola, determinato attraverso il contratto nazionale;
3. il monte ore annuale destinato dal Ministero a ciascuna disciplina.
All’interno di questi limiti, ciascuna scuola è libera di organizzarsi come meglio crede, per favorire l’apprendimento degli studenti e realizzare il proprio progetto educativo.
Con l’esperienza di questi anni ci siamo resi conto di alcuni limiti dell’orario ministeriale così come veniva proposto da sempre, in assenza di elasticità organizzativa:
· un eccessivo carico settimanale di ore di lezioni frontali (nella maggior parte dei corsi sono ormai 36);
· una difficoltà di recupero da parte degli studenti, impegnati sei giorni alla settimana, con un solo giorno di pausa;
· una difficoltà nell’articolare nelle classi l’insegnamento per livelli, mantenendo fissa la struttura dell’orario di 36 ore settimanali di lezioni frontali distribuite su sei giorni alla settimana.
Un primo tentativo di rompere la rigida struttura dell’orario settimanale e di organizzarci per facilitare l’apprendimento degli studenti è stata l’introduzione dei corsi compattati, di cui si parla in altra parte della Carta dei Servizi.
Ma non era sufficiente, come sottolineavano con forza da qualche anno anche i dati dei questionari di soddisfazione di studenti e genitori, che evidenziavano proprio nella struttura degli orari un punto critico di notevole importanza.
E’ per dare risposta concreta a queste esigenze che abbiamo avviato sperimentalmente il progetto detto “settimana corta”.
Abbiamo utilizzato, così, gli spazi aperti dalla legge sull’autonomia scolastica e siamo intervenuti sulla struttura oraria dei singoli corsi allo scopo di:
In ogni caso è garantito per tutti il monte ore annuale previsto per ciascuna disciplina e certificato nel diploma di fine corso.
Per quegli studenti che, in alternativa alle attività di recupero, hanno frequentato i corsi opzionali offerti dalla scuola, sono stati predisposti appositi certificati, che entreranno a far parte del portfolio personale di ciascuno, entreranno nella valutazione finale e costituiranno credito scolastico
L’esperimento è stato sottoposto alla verifica dei Consigli di Classe e del Collegio Docenti, che hanno espresso pareri assolutamente favorevoli.
Ma la verifica più significativa è stato l’esito dei questionari di soddisfazione sottoposti ad insegnanti, genitori e studenti.
L’esperimento della settimana corta è stato promosso, nei questionari di fine anno, con percentuali di soddisfazione plebiscitarie da tutte tre le componenti, addirittura entrando tra i principali fattori di qualità della scuola, nel caso degli studenti.
Ad ulteriore conferma della validità organizzativa e didattica dell’esperimento proposto potremmo citare anche alcuni dati quantitativi, di cui il più significativo è la diminuzione della domanda di Workshop, in quanto, evidentemente, le attività di sostegno e di approfondimento, introdotte a livello curricolare dalla “settimana corta”, hanno dato una risposta apprezzata alle esigenze di studenti e di famiglie.
Verrà inoltre mantenuto viva l’iniziativa della sospensione delle lezioni di un paio di giorni tra il primo ed il secondo quadrimestre, per creare un momento di pausa tra il tour de force della fine quadrimestre e l’avvio dei nuovi corsi compattati del secondo. L’esperimento ha riscosso l’approvazione di tutte le componenti scolastiche.
Sono corsi di sostegno a classi intere o a gruppi per classe, gestiti direttamente dagli insegnanti che abbiano individuato problemi particolari rispetto alla loro disciplina, o che il Consiglio di classe ha ritenuto opportuno organizzare. Sono decisi ed organizzati durante l'anno scolastico per far fronte a difficoltà sopravvenute durante lo svolgimento dei programmi curricolari ed hanno in genere breve durata.
Il servizio Workshop offre allo studente la possibilità di trovare, in precisi orari pomeridiani, insegnanti di molte discipline disponibili ad aiutare i ragazzi che necessitano di ulteriori spiegazioni o di approfondimento.
Negli anni precedenti questo servizio era garantito attraverso l’utilizzo delle cosiddette “ore a disposizione” degli insegnanti.
Le disposizioni governative hanno, di fatto, soppresso le ore a disposizione, mettendo in crisi molti dei servizi aggiuntivi che le scuole erano in grado di fornire proprio grazie a queste ore. Tra questi servizi c’è, appunto, Workshop.
Tenuto conto che il servizio è molto richiesto dagli studenti, che, al più, si lamentano del fatto che le ore sono troppo poche, abbiamo ritenuto necessario fare ogni sforzo per mantenerlo, almeno nei suoi aspetti più essenziali.
Verrà perciò garantito, predisponendo appositi orari, per le discipline più “gettonate”.
Per il pagamento di questi insegnanti verrà previsto lo stanziamento a bilancio di una apposita cifra.
Per le altre discipline proporremo una forma di prenotazione: se lo studente ha bisogno di aiuto in una specifica materia, lo chiede alla segreteria, che possiede un elenco di docenti eventualmente disponibili ad effettuare ore aggiuntive per aiutare chi è in difficoltà.
Ovviamente la prenotazione non può essere fatta in giornata, perché gli insegnanti devono essere preavvertiti.
Questo tipo di organizzazione prevede l’utilizzo di risorse economiche e personali aggiuntive, che vanno ad intaccare il già ridotto patrimonio della scuola. Questo significa che non saranno tollerati casi in cui, una volta prenotata l’ora, lo studente non si presenti, consumando inutilmente risorse.
All'atto della prenotazione lo studente dovrà indicare l'argomento che gli interessa e questo per permettere alla segreteria di organizzare al meglio le prenotazioni, riunendo eventualmente in piccoli gruppi gli studenti che hanno lo stesso problema.
Workshop è tenuto sia in sede centrale che in via Dogali nelle ore del pomeriggio o nella 6a ora della mattinata.
I Consigli di Classe, nelle loro periodiche riunioni, procedono ad una valutazione della situazione di ciascuno studente.
Nel momento in cui vengono individuate carenze o difficoltà, il Consiglio si impegna ad individuare i tipi di intervento necessari per consentire allo studente di recuperare.
Questi interventi si possono articolare diversamente, sia organizzando momenti di recupero in classe, differenziando il lavoro individuale, sia utilizzando il servizio Workshop, sia proponendo specifici corsi di recupero da tenersi al di fuori dell’orario curricolare.
L’introduzione della “settimana corta” ha aperto una ulteriore possibilità di articolazione della didattica: le ore di riduzione dell’orario settimanale delle lezioni (al massimo tre) vengono infatti restituite agli studenti in difficoltà sotto forma di ore di recupero obbligatorie, a cui lo studente viene di volta in volta chiamato. Questo sistema, peraltro, ha parzialmente ridotto, per fortuna, il ricorso a Workshop.
In ogni caso la necessità di specifici e mirati interventi viene tempestivamente segnalata alle famiglie, utilizzando l’apposita scheda di informazione, o attraverso i colloqui individuali o, qualche volta, convocando direttamente i genitori.
Il progetto “Ti sostengo con la peer” offre la possibilità di recupero scolastico attraverso l’aiuto tra studenti (“peer education” significa “educazione tra pari”). Siamo convinti infatti dell’ efficacia e della forte valenza educativa di un simile aiuto tra studenti, che spesso ci capita di osservare come fenomeno spontaneo nelle nostre classi. Obiettivo di questo progetto, perciò, è far emergere queste potenzialità, rendere sistematico quanto già avviene spontaneamente, e riconoscere anche economicamente i ragazzi che aiutano i compagni.
Il progetto si basa sulla filosofia della peer education e sulla creazione di nuove figure di studenti-tutor che si impegnano nell’aiuto dei compagni in difficoltà scolastiche. Viene fatta nelle classi una rilevazione delle competenze e delle disponibilità degli studenti, attraverso un questionario e sotto la guida del docente coordinatore. Si raccolgono, in questo modo, i nomi degli studenti disponibili ed in grado di dare effettivamente un aiuto (studenti tutor), sia a propri compagni di classe che a ragazzi di classi parallele, o anche di classi inferiori, per ripassare una lezione, per chiarire alcuni argomenti, per aiutare nei compiti.
Ai docenti dei vari consigli di classe viene richiesto un parere sui candidati tutor.
Sulla base delle candidature e dei pareri raccolti, l’ufficio di Presidenza forma il gruppo di studenti tutor, organizzato per aree disciplinari. Successivamente viene organizzato un calendario ed un quadro orario, sede per sede e materia per materia. Gli studenti si possono prenotare presso la segreteria, con modalità simili a quelle del workshop. Il servizio è gratuito per coloro che ne usufruiscono; gli “studenti-tutor”, invece, ricevono una ricompensa dalla scuola, oltre a ricevere un attestato che potrà valere come credito scolastico.
Viene tenuto un diario/registro sul quale si annoterà, oltre alle ore effettuate e agli studenti incontrati, anche gli argomenti svolti. Questi dati verranno raccolti al fine di individuare anche le difficoltà più comuni. Alcuni insegnanti responsabili del progetto verificheranno costantemente l’andamento delle attività e vigileranno sulla correttezza del comportamento.
I docenti responsabili dell’erogazione del servizio “Ti sostengo con la peer” sono i responsabili di sede. Le risorse economiche verranno attinte dal bilancio d’Istituto all’interno del capitolo dedicato al benessere dello studente.